La UNI 11224:2026 introduce importanti novità per la manutenzione degli impianti IRAI
Con la pubblicazione della UNI 11224:2026, che sostituisce la precedente edizione del 2019, vengono introdotte alcune modifiche destinate ad avere un impatto concreto sulla manutenzione degli Impianto di Rivelazione e Allarme Incendio (IRAI).
L’impostazione generale della norma rimane sostanzialmente invariata, ma cambiano aspetti fondamentali relativi a:
- qualifica del personale manutentore;
- gestione del ciclo di vita dei rivelatori;
- modalità di revisione o sostituzione dei dispositivi;
- tempistiche per il completamento degli interventi.
Si tratta di modifiche che interesseranno direttamente i proprietari di strutture dotate di detti impianti, i responsabili della sicurezza, responsabili tecnici, RSPP ed esperti del settore, così come (ovviamente) le aziende manutentrici ed i Tecnici manutentori.
Tecnico manutentore qualificato: cosa prevede la nuova norma
Uno dei primi aggiornamenti riguarda la figura del manutentore. La UNI 11224:2019 richiedeva genericamente che il controllo periodico fosse eseguito da un “tecnico manutentore”.
La nuova UNI 11224:2026 specifica invece che gli interventi dovranno essere effettuati da un Tecnico Manutentore Qualificato, in coerenza con quanto previsto dal D.M. 1 settembre 2021 e successivi, andando ad individuare in modo dettagliato la figura professionale abilitata ad operare.
Va tuttavia precisato che questa disposizione diventerà pienamente efficace solo con l’entrata in vigore del decreto ministeriale, attualmente prorogata al 25 settembre 2026. Qualora il termine dovesse essere ulteriormente differito, anche l’obbligo slitterà automaticamente alla nuova data. Nonostante il periodo transitorio in atto e le difficoltà che ciò comporta, la SAMES Antincendio ha da anni iniziato l’iter di corsi di formazione, aggiornamento ed esami dei VVFF per l’abilitazione.
Tutti i Tecnici Manutentori della SAMES Antincendio possiedono corsi di formazione rilasciati da enti di formazione terzi, attestati di abilitazione dei VVFF dei vari moduli previsti in conformità al D.M. 1 settembre 2021, oppure in alternativa sono regolarmente iscritti agli esami ma in attesa di ricevere la data e dotati di Nulla Osta Transitorio (NOT).

Fine della prova reale dopo dodici anni di vita dei rivelatori
La modifica probabilmente più significativa riguarda la gestione dei rivelatori automatici al termine del loro ciclo manutentivo. La precedente UNI 11224:2019 consentiva tre possibili alternative dopo dodici anni:
- revisione presso il costruttore;
- sostituzione con dispositivi nuovi;
- prova reale del rivelatore direttamente sul campo.
Con la UNI 11224:2026 questa terza possibilità viene completamente eliminata. Di conseguenza, al raggiungimento del dodicesimo anno di vita, i rivelatori automatici di fumo, che siano puntiformi, lineari, oppure ad aspirazione, così come i rivelatori di fiamma, sia convenzionali sia indirizzati, dovranno obbligatoriamente essere:
- revisionati in fabbrica, con ripristino delle prestazioni originarie e verifica degli elementi sensibili;
oppure
- sostituiti con nuovi dispositivi compatibili con il sistema esistente e approvati dal produttore.
Non sarà quindi più possibile mantenere il rivelatore in servizio semplicemente dimostrandone il corretto funzionamento mediante una prova eseguita durante la manutenzione.

Ridotti i tempi per completare la sostituzione dei rivelatori
Un’altra importante novità riguarda le tempistiche. Con la versione 2019 era possibile completare la revisione o sostituzione dei rivelatori nell’arco di sei anni, intervenendo ogni anno su almeno un sesto dei dispositivi. La nuova UNI 11224:2026 riduce questo periodo della metà.
Ora tutte le attività dovranno essere concluse entro tre anni, intervenendo annualmente su almeno un terzo dei rivelatori interessati.
La prescrizione vale anche in presenza di situazioni particolari, come:
- ampliamenti dell’attività;
- modifiche strutturali;
- cambi di destinazione d’uso;
- acquisizioni o fusioni aziendali.
In ogni caso il completamento degli interventi non potrà superare il terzo anno.

Cosa significa concretamente per chi possiede un impianto IRAI?
Per molte aziende la novità più rilevante sarà proprio la gestione della vita utile dei rivelatori. Raggiunti i dodici anni dall’installazione sarà necessario pianificare tempestivamente gli interventi.
Dal punto di vista operativo esistono due possibilità:
- sostituire integralmente tutti i rivelatori fin dal primo anno;
- oppure programmare la sostituzione di almeno un terzo dei dispositivi ogni anno, completando l’intervento entro tre anni.
La prima soluzione semplifica la gestione delle operazioni e permette di conformarsi alle richieste normative sin da subito; la seconda soluzione consente invece di distribuire l’investimento economico mantenendo comunque la conformità normativa ed è forse più adatta quando il numero dei rilevatori è molto elevato.
Cosa succede se non vengono rispettate le nuove prescrizioni?
Se i rivelatori non vengono revisionati o sostituiti nei tempi previsti, il manutentore non potrà più attestare che la manutenzione è stata eseguita in conformità alla UNI 11224:2026.
Questo aspetto può avere conseguenze importanti sia sotto il profilo documentale sia durante verifiche ispettive, controlli assicurativi o accertamenti da parte delle autorità competenti.
Per questo motivo è consigliabile procedere fin da subito con la verifica dell’età dei rivelatori installati e predisporre un piano di sostituzione conforme alle nuove prescrizioni.
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I Tecnici qualificati di SAMES Antincendio possono supportare aziende, enti pubblici e attività soggette ai controlli di prevenzione incendi nella verifica della conformità dei sistemi IRAI alla nuova UNI 11224:2026.
Attraverso un’analisi dello stato dell’impianto è possibile individuare i rivelatori che stanno raggiungendo il termine del loro ciclo di vita e pianificare gli interventi necessari per mantenere l’impianto conforme alle prescrizioni normative. Vuoi scoprire di più sugli impianti IRAI e la loro manutenzione? Nel nostro blog c’è un articolo dedicato.
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FAQ – Domande frequenti
1. Cosa cambia con la nuova UNI 11224:2026 rispetto alla versione 2019?
La UNI 11224:2026 introduce alcune importanti novità nella manutenzione degli impianti di rivelazione incendi (IRAI). Tra le modifiche più rilevanti vi sono l’obbligo di eseguire la manutenzione tramite un tecnico manutentore qualificato (all’entrata in vigore del relativo D.M.), l’eliminazione della possibilità di mantenere in servizio i rivelatori mediante sola prova reale dopo dodici anni di vita e la riduzione da sei a tre anni del tempo massimo previsto per completare la revisione o la sostituzione dei rivelatori interessati.
2. Dopo quanti anni devono essere sostituiti i rivelatori di un impianto IRAI?
La UNI 11224:2026 stabilisce che, al raggiungimento del dodicesimo anno di vita, i rivelatori automatici di fumo (puntiformi, lineari e ad aspirazione) e i rivelatori di fiamma devono essere revisionati presso il costruttore oppure sostituiti con dispositivi nuovi compatibili con il sistema esistente. Non è più ammesso mantenerli in esercizio esclusivamente tramite una prova funzionale eseguita sul campo.
3. Entro quanto tempo devono essere sostituiti i rivelatori secondo la UNI 11224:2026?
La nuova norma riduce sensibilmente le tempistiche. Se la UNI 11224:2019 consentiva di completare gli interventi nell’arco di sei anni, la UNI 11224:2026 impone di concludere revisione o sostituzione entro tre anni, intervenendo ogni anno su almeno un terzo dei rivelatori interessati. Pianificare gli interventi per tempo consente di mantenere l’impianto conforme e di distribuire nel tempo il relativo investimento.
4. Cosa succede se i rivelatori non vengono sostituiti nei tempi previsti dalla UNI 11224:2026?
Se i rivelatori hanno superato i limiti temporali previsti dalla UNI 11224:2026 e non sono stati revisionati o sostituiti secondo quanto prescritto dalla norma, la manutenzione non potrà più essere attestata come eseguita in conformità alla UNI 11224:2026. Per questo motivo è fondamentale la verifica periodica dell’età dei dispositivi installati e programmare con anticipo gli interventi necessari per mantenere la conformità normativa.









