ESTINTORI: tipologie, classe di fuoco, agente estinguente, dimensioni

ESTINTORI: tipologie, classe di fuoco, agente estinguente, dimensioni

27.07.2026

Gli estintori, rappresentano il primo presidio antincendio per la protezione di aziende, uffici, attività commerciali, condomini, strutture industriali ed edifici pubblici. La loro presenza è fondamentale per intervenire tempestivamente su un principio d’incendio, limitando i danni e garantendo la sicurezza delle persone. Ma quali tipologie esistono? Quali sono le differenze?

Per essere realmente efficaci, gli estintori devono essere scelti in funzione del rischio presente, installati correttamente e sottoposti a controlli periodici in ottemperanza alla vigente normativa.

La SAMES Antincendio offre un catalogo completo di tutte le tipologie di estintori presenti sul mercato, con la loro vendita nelle sedi di Cuneo, Savona e Busnago (MB). Inoltre si fornisce anche il servizio di manutenzione programmata, revisione, collaudo e ricarica, assicurando interventi eseguiti da tecnici qualificati e conformi alle norme UNI.

La Classe di Fuoco

Non tutti gli estintori sono uguali. Ogni tipologia è progettata per intervenire su specifiche classi di incendio e deve essere scelta in base all’ambiente e ai materiali presenti. La prima distinzione da operare è quella sulla base della classe di fuoco, di cui le principali sono 5, cioè:

Fuochi di classe A – Fuochi di SOLIDI

A questa classe di fuoco appartengono tutti i materiali combustibili solidi, in genere di natura organica, che producono braci. I materiali più comuni e diffusi sono: legno, carta, tessuti, carbone, pelle, gomma e sostanze analoghe. La combustione, in questo caso, può presentarsi con fiamme libere mobili o senza (cioè, con produzione di brace incandescente);

Fuochi di classe B – Fuochi di LIQUIDI

Rientrano qui i fuochi originati da liquidi ad alta infiammabilità come benzina, idrocarburi, alcol, solventi, grassi e similari. In questo caso il materiale combustibile ha un volume ma non una forma propria: di conseguenza la sua espansione va contenuta. Utilizzare un getto d’acqua per spegnerlo può essere controproducente, poiché l’impatto del getto sul liquido potrebbe solo espandere l’area d’incendio.

Fuochi di classe C – Fuochi di GAS

Questa classe di fuoco rappresenta i fuochi che si possono sviluppare in presenza di una fuga di gas (butano, propano, metano, G.P.L., idrogeno, acetilene …). Per natura stessa il gas non possiede forma o volume o superficie, i gas infiammabili nell’aria sono perciò molto pericolosi: hanno un’alta probabilità di propagazione così come è elevato il rischio che causino un’esplosione. Quando si agisce su questo tipo di incendio, occorre dunque tentare di bloccare la fuoriuscita di gas ostruendone il flusso, prima ancora di qualsiasi altra manovra od azione.

Per questa tipologia non è prevista alcuna prova secondo norme vigenti per determinare l’idoneità dell’estintore o altri presidi alla classe di fuoco, ma è possibile riportare l’indicazione della classe C esclusivamente per estintori a polvere estinguente che abbiano superato almeno la prova prevista per la classe di fuoco B. Se ci troviamo davanti a un principio d’incendio di classe C si può fare uso di acqua, mentre per gli estintori, è possibile utilizzare quelli a polvere (se possiedono la certificazione apposita) e quelli a CO2.

Fuochi di classe D – Fuochi di METALLI 

I metalli che possono bruciare sono principalmente metalli alcalini leggeri (alluminio, magnesio, potassio, sodio …), ma rientrano in questa classe anche le reazioni di perossidi e clorati. Questi incendi si sviluppano in genere in realtà produttive della metalmeccanica, in depositi, cantieri o luoghi che abbiano caratteristiche assimilabili.

Tutti i fuochi sviluppati da metalli non possono essere estinti con la maggior parte degli estintori usati per le classi A e B: i mezzi di controllo e spegnimento più comuni, acqua inclusa, generano reazioni violente con questo genere di incendi, e possono condurre al rilascio di fumo e vapori tossici.

Fuochi di classe F – Fuochi da OLI e GRASSI vegetali o animali

Questa classe è stata inserita sollo nell’ultima revisione della norma EN 2 e comprende fuochi sviluppati da oli e grassi combustibili, che però vanno distinti dagli oli minerali della classe B (liquidi). Per questa classe le sostanze estinguenti sono efficaci grazie alla loro azione chimica, producono infatti una catalisi negativa, interrompendo le reazioni chimiche di catalisi positiva che generano i processi di combustione.

La prova di spegnimento (secondo EN 3 parte 7) per questa classe di fuoco è rappresentata da un focolaio con olio vegetale commestibile all’interno di un recipiente metallico, a seconda della dimensione del recipiente si avranno le indicazioni sulla classe di fuoco standardizzata (sulla base del volume di liquido presente al suo interno).

Distinzione della UNI EN 2:2005

Questa distinzione è stata attuata dalla comunità europea, ormai molti decenni fa, è stata una delle prime norme redatte dal CEN (Comitato Europeo di Normazione) e questo da l’idea di quanto fosse sentita l’esigenza e l’importanza  di definire i pericoli legati all’incendio in modo uniforme e univoco. Questa normativa ha subito diverse variazioni ed integrazioni nel tempo, La norma (UNI EN 2:2005) che è attualmente in vigore (anche in Italia) è l’edizione del 2005. Oltre a alla classe letterale (A-B-C-D-F), esiste poi anche una classe numerica, ad esempio un classico estintore a polvere da 6 Kg, viene categorizzato come 34A-233B-C, ma cosa significano questi numeri?

Questi numeri, volendo semplificare molto, indicano la quantità di materiale che l’estintore riesce a domare: più il numero è alto, maggiore è la capacità estinguente secondo dei criteri di omologazione degli estintori normativamente prescritti.

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La tipologia di estinguente

Le principali tipologie di estintori si differenziano, oltre che per la classe di fuoco, anche per l’agente estinguente utilizzato. I principali agenti estinguenti sono: polvere, acqua, idrici shiumogeni, CO₂.

Estintori a polvere

Gli estintori a polvere, nonostante non siano i più puliti ed il loro ciclo vitale generi più di un rifiuto, per diverse congiunture normative ed economiche sono i più diffusi nel nostro Paese, in più sono gli unici estintori che possono essere definiti “polivalenti” possedendo tutte e 3 le principali classi di fuoco.

Gli estintori a polvere sono infatti indicati per incendi di:

  • Classe A (legno, carta, tessuti);
  • Classe B (liquidi infiammabili);
  • Classe C (gas infiammabili).

Vengono impiegati principalmente in:

  • industrie; magazzini; officine; autorimesse; cantieri; attività produttive.

L’efficacia della polvere deriva soprattutto da un’azione chimica (l’effetto fisico è invece secondario). Per esempio Le polveri ABC (più comuni) Sono costituite principalmente da: Fosfato monoammonico (NH₄H₂PO₄) → 70-90%; Solfato d’ammonio ((NH₄)₂SO₄) in miscela per migliorarne le caratteristiche; Additivi idrofobizzanti (siliconi); Additivi antiagglomeranti; Piccole quantità di pigmenti o fluidificanti. Queste sono le classiche polveri utilizzate negli estintori da 6 kg 34A 233B C.

Per le polveri BC invece il contenuto è solitamente di: Bicarbonato di sodio (NaHCO₃)
oppure Bicarbonato di potassio (KHCO₃). Il bicarbonato di potassio (Purple-K) è molto più efficace sugli incendi di liquidi infiammabili.

Infine per le polveri D (metalli), la composizione è molto differente, si potrà trovare infatti: cloruro di sodio; grafite; rame; talco o altre polveri minerali. Tali composizioni vengono infatti formulate in funzione del metallo da estinguere (magnesio, sodio, litio, titanio ecc.).

Gli estintori a polvere rappresentano dunque una soluzione efficace quando è necessario proteggere ambienti caratterizzati da diverse tipologie di rischio e dove l’eventuale danno causato dalla polvere sul materiale depositato o macchinari possa passare in secondo piano.

Estintori a polvere - A B C

Estintori ad acqua

Gli estintori ad acqua sono indicati esclusivamente per incendi su materiali solidi combustibili, va però detto sin da subito che la loro scarsa capacità estinguente e le loro basse classi di fuoco (in genere non superiore a 13A), rendono tale tipologia alquanto residuale e nella quasi totalità dei casi sostituibile (in meglio) con quella degli estintori idrici schiumogeni, inoltre la maggioranza di questi non è dielettrica e dunque non utilizzabile su apparecchiature in tensione.

Sono utilizzati esclusivamente per incendi di:

  • Classe A.

Possono trovare applicazione in: scuole; uffici; alberghi; strutture sanitarie; edifici pubblici; attività commerciali.

Negli estintori ad acqua l’azione estinguente è principalmente fisica, non chimica come per i polvere. L’acqua ha un’elevata capacità di assorbire calore, quando viene proiettata sul materiale incendiato ne assorbe l’energia riscaldandosi, raggiunge l’ebollizione ed evapora, sottraendo ulteriore calore. Il passaggio da acqua liquida a vapore richiede molta energia. In questo modo la temperatura del combustibile viene portata al di sotto della temperatura necessaria a sostenere la combustione.

In sintesi, l’acqua non blocca direttamente la reazione chimica della fiamma, ma elimina il calore necessario perché la combustione continui.

Estintore ad acqua 13A

Estintori a schiuma

Gli estintori a schiuma sono progettati per intervenire efficacemente su incendi causati, principalmente ma non unicamente, da liquidi infiammabili. Sono gli estintori più “puliti” e che generano il minor scarto e rifiuto nel loro ciclo vitale (assieme ai CO₂) ed ora, a seguito delle restrizioni all’utilizzo di PFAS in Europa, derivanti dal REG. EU 2025/1988, una nuova generazione di schiume ecologiche (privi di PFAS) rende questi estintori i più moderni e green sul mercato.

Gli estintori a Schiuma sono adatti per:

  • Classe A;
  • Classe B.

Possono trovare applicazione in: depositi di carburanti; officine meccaniche; industrie; distributori di carburante; aziende del settore chimico.

a differenza degli estintori ad acqua, l’azione estinguente opera combinando più meccanismi. La loro efficacia deriva da una sinergia di azioni fisiche, con l’azione chimica che viene data dalla composizione della schiuma. Ma di cosa è composta la schiuma?

Acqua distillata (in composizione dal 94-99%);

Liquido schiumogeno (1-6%), costituito da tensioattivi e altri additivi;

Aria, che viene inglobata durante l’erogazione formando milioni di bolle grazie all’erogatore.

Estintori idrici schiumogeni

Estintori ad anidride carbonica (CO₂)

Gli estintori a CO₂, che operano esclusivamente grazie all’anidride carbonica, non rilasciano residui e sono particolarmente indicati per ambienti contenenti apparecchiature elettriche ed elettroniche. Sono senza dubbio la tipologia di estintore più pulita, sia per quanto concerne l’utilizzo sia per quanto riguarda il proprio ciclo vitale ed i rifiuti prodotti.

Vengono impiegati principalmente per incendi di:

  • Classe B;
  • apparecchiature elettriche in tensione.

Sono consigliati per: sale server; quadri elettrici; uffici; laboratori; locali tecnici; CED e data center.

Per quanto concerne l’effetto estinguente, va detto che l’anidride carbonica estingue quasi esclusivamente con effetti fisici, principalmente per soffocamento. La CO₂ contenuta nella bombola allo stato liquido (a circa 55-60 bar a temperatura ambiente), una volta che l’erogatore viene azionato, fa si che la pressione si riduca improvvisamente e la CO₂ esca trasformandosi in una miscela di gas e minuscoli cristalli di CO₂ solida (c.d. “neve carbonica”) che elimina l’ossigeno presente, andando di fatto a sottrarre la capacità del fuoco di alimentarsi e continuare la sua propagazione.

Estintori Co2

Differenza tra estintori portatili e carrellati

Un’ulteriore differenza tra gli estintori riguarda la possibilità di considerarli portatili, oppure carrellati. La prima differenza, immediata e comprensibile per tutti, è ovviamente il fatto che uno abbia le ruote ed un altro no. In realtà la differenza normativa  è definita su base di caratteristiche costruttive e prestazionali differenti. L’estintore portatile (di cui la definizione è contenuta nella UNI EN 3) è considerato tale se:

  • è progettato per essere trasportato e azionato da una sola persona;
  • ha una massa lorda non superiore a 20 kg (comprensiva dell’agente estinguente e del contenitore);
  • è conforme alla serie UNI EN 3 (in particolare UNI EN 3-7 per requisiti e prove).

Ad esempio rientrano in questa categoria gli estintori da 1 kg polvere, i 2 kg CO₂, i 6 kg polvere, 6 L schiuma oppure 5 kg CO₂ e così via.

Gli estintori carrellati invece, che sono primariamente destinati ad ambienti caratterizzati da elevati livelli di rischio incendio o grandi superfici (ad es. stabilimenti industriali; aeroporti; depositi logistici; porti etc) sono regolati dalla UNI EN 1866-1 – Estintori d’incendio mobili (carrellati) che li definisce quali: progettati per essere trasportati mediante un carrello; destinati ad essere movimentati manualmente fino al punto d’impiego; aventi masse e capacità superiori a quelle degli estintori portatili. Ma il vero discrimine è dato dalla soglia dei 20 kg,al di sotto sono estintori portatili, al di sopra carrellati.

Estintori carrellati

Brevi cenni sul quadro normativo

Merita a questo punto fare un breve cenno sulle principali normative in essere, delle quali diverse sono già state citate all’interno di questo articolo. La UNI EN 2, classifica i tipi di classi di fuoco (A, B, C, D, F); la UNI EN 3-7, definisce come deve essere costruito, provato, classificato ed etichettato un estintore; La UNI EN 1866-1 ci fornisce il quadro completo sugli estintori carrellati; infine laUNI 9994-1:2024, stabilisce i criteri per il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la revisione programmata e il collaudo degli estintori, su quest’ultimo punto consigliamo la lettura dei nostri articoli sulla manutenzione e sul collaudo.

Oltre la fornitura, perché è importante un Partner affidabile

Al termine di questa disamina, va segnalato come qualsiasi tipologia di estintore, a prescindere dall’agente estinguente, dimensioni o classe di fuoco, necessiti di essere sempre efficiente e pronto all’utilizzo. Per questo motivo la normativa prevede controlli periodici ed altre scadenze finalizzate a verificarne il corretto funzionamento.

In quest’ottica, la SAMES Antincendio si pone non solo quale partner primario per la vendita e fornitura di estintori (come di tutte le altre apparecchiature antincendio) ma anche e soprattutto quale azienda di manutenzione specializzata da decenni ed operativa dalle sue sedi di Cuneo, Savona e Busnago (MB). La Sames è dunque in grado di seguire il Cliente dal momento dell’acquisto e per ogni scadenza prevista dalla normativa, che sia la manutenzione programmata, revisione, collaudo od interventi straordinari quali la ricarica a seguito di utilizzo, tutto internamente e con proprie attrezzature e personale.

Contatta la SAMES Antincendio per estintori a Cuneo

Se cerchi un’azienda specializzata nella vendita, manutenzione, revisione e collaudo di estintori a Cuneo, la SAMES Antincendio è il partner ideale per la gestione completa dei tuoi presidi antincendio.

Operiamo anche nella provincia di Savona ed in quella di Monza Brianza, offrendo servizi professionali per garantire la piena efficienza degli estintori e la conformità alle normative vigenti.

Per esigenze territoriali specifiche, è possibile fare riferimento anche alle sedi operative:
Sede SAMES Cuneo
Sede SAMES Savona

Estintori carrellati e portatili fornitura

FAQ – Domande frequenti

1. Quale estintore è più adatto alla mia attività?

La scelta dipende dalla tipologia di rischio presente. Oltre quanto contenuto in questo articolo, un sopralluogo tecnico è sempre il modo migliore per individuare la soluzione più idonea, in base ai materiali presenti ed alle caratteristiche dell’ambiente. Va poi sempre tenuto a mente che in presenza di particolari prescrizioni od un CPI, ci si dovrà attenere a quanto richiesto.

2. L’estintore a polvere è il migliore per tutti gli utilizzi?

No, solo perché la normativa lo qualifica quale “polivalente” non significa che sia il più adatto a tutte le esigenze. Ad esempio sulle apparecchiature elettroniche a tensione inferiore ai 1000V è consigliabile un estintore a Co2 oppure un idrico schiumogeno dielettrico, infatti la polvere renderebbe inutilizzabile qualsiasi apparecchiatura danneggiandola irrimediabilmente anche laddove il fuoco non avesse creato troppi danni.

3. Esistono altre tipologie di estintori qui non trattate?

Assolutamente , esistono altri estintori come ad esempio gli idrici schiumogeni specifici per incendi su batterie al litio, oppure tipologie di polvere specifiche per rischi d’incendi su particolari materiali od ancora estintori a Gas Inerti (eredi dei vecchi estintori halon ormai fuori commercio da tempo).

4. Ma una volta acquistato un estintore è proprio necessaria la manutenzione?

, questo perché è l’unico metodo per garantirne il corretto funzionamento in caso di necessità e suo utilizzo. Come tutte le apparecchiature che non si utilizzano con regolarità, se non avviene una corretta manutenzione non vi può essere la certezza che queste funzionino, senza considerare che vi è un obbligo di legge.